Tito Maccio Plauto

250 - 184

letteratura latina · periodo preciceroniano

Rogitabant: 'hicine Achilles est?' inquit mihi. /'immo eius frater' inquam 'est'. Ibi illarum altera /'ergo mecastor pulcher est' inquit mihi/ 'et liberalis. vide caesaries quam decet. / ne illae sunt fortunatae quae cum isto cubant.'
ovvero 'Continuavano a farmi mille domande: 'Ma è Achille?' - chiedeva una. 'No, suo fratello' - rispondevo io. E così un'altra 'per Castore, è figo!' mi fa 'e che roba! Come gli dona quella pettinatura. Sono davvero fortunate le donne che vanno a letto con lui'


È giusto una parte del discorso che il parassita Artotrogo (lett. mangiapane a tradimento) fa a Pirgopolinice, miles gloriosus / soldato fanfarone, per lusingarlo e adularlo. Poco prima, infatti, gli aveva già dichiarato che 'amant ted omnes mulieres' ovvero 'tutte le donne sono innamorate di te' ed adesso esemplifica riportando un breve estratto da una conversazione avuta qualche giorno prima con qualcheduna.

Di qui si evince evidentemente da una parte la falsità lusighiera di Artotrogo, che si spingerà addirittura a sbagliare dei conti di matematica per non contraddire Pirgopolinice, e dall'altra la vanagloria e il narcisismo di quest'ultimo che si traducono in un'incapacità di comprendere a fondo i doppi fini altrui. (Nella fattispecie, quello del parassita che non vuole altro che cibo e denaro dal miles).


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