LIBERTÉ

BLOG - by Sandy

Il 71esimo Festival di Sanremo

2 Marzo 2021, Sandy Tepre

Nel 2021 Sanremo è più simbolico che mai: se l'anno scorso si è trovato inconsapevolmente dopo la sua conclusione ad essere stato l'ultimo evento "normale" nella vita di noi italici, quest'anno non fa che ricordarci che è passato un anno da quegli eventi. Qui mi son tolto per catarsi un pensiero, ho narrato ai posteri il mio sentimento.
Immagine allegata all'articolo

Che non lo posso sopportare questo silenzio innaturale...
... tra me e te


È Diodato che il 2 Marzo 2021 canta "Fai Rumore", una canzone dell'anno passato. Questa canzone ha vinto la 70esima edizione del festival della canzone Italiana di Sanremo. Questa canzone è stata la canzone dell'anno scorso... Se non la riconoscete, siatene felici: significa che non avete vissuto l'epoca forse più difficile di quest'Epoca; posteri, miei diletti, non provate a scordarvi che la Storia si ripete. L'uomo potrà aver già creato tutto: ordinatori, cellulari, frigoriferi intelligenti, reti. Ma l'uomo rimane sempre uomo, e qual'era il genere prossimo di uomo per Aristotele? L'uomo è un animale, e ha un corpo. Non importa quanto sei razionale ed evoluto: la malattia c'è e se l'organismo che la induce è assai furbescamente scaltro... sei fregato!. Ricordatevelo, e non scordatelo. Non evitate di ricordarvi di Tucidide, brav'uomo, né di quella pia anima di Boccaccio e nemmeno di quello scassamaroni di Manzoni. Perché è vero che iPS sono pesanti come un felino di 7kg che ti saltella la mattina in dormiveglia sulla faccia, però la pandemia è quella, e non cambia sostanza.

Ragazzi siamo chiusi da un anno e non vediamo anchor via d'uscita: per dirla come quell'accidioso del figlio di Ser Petracco, Mille trecento ventisette, a punto, / su l'ora prima, il dl sesto d'aprile, / nel labirinto entrai, né veggio ond'esca (Canzoniere, 211). Non era il 6 aprile del 1327, ma l'ultimo normale dì fu il 21 febbraio del 2020. Era un venerdì, un venerdì come qualsiasi altro: una settimana prima è stata la volta della mia ultima interrogazione di storia, che per me rimarrà sempre nel cor a causa della sua essenza simbolica. Ma - a differenza dell'idea platonica del bello - a questa non è data il farsi vedere quindi senza dubbio io qui non vi dirò cosa è successo prima, cosa è successo dopo, durante quell'interrogazione. A distanza di una settimana, è invece cominciato il calvario: ci dissero sarebbe durata 3 giorni la sanificazione (?) delle scuole, e invece la loro chiusura si allungò per noi non maturandi, la chiusura durò fino al 14 di settembre dell'anno 2773 dalla fondazione di Roma. Ci hanno chiusi, ci hanno dimenticati. Non ci hanno ringraziato ma ci hanno puntato il dito. Ci hanno riaperti, ci hanno richiusi. Si sono nuovamente dimenticati di noi, puntandoci di nuovo il dito contro. A metà gennaio, si degnarono di riaprirci ma dubito ci manterranno aperti fino a giugno.
Miei diletti, se sarete liberi, ringraziate di esserlo. Non volevo fare la figura di Seneca, non era voluto: io non ho l'età per farlo, adesso. Avvertite una leggera melinconia? Non è sbagliato.

Agliano Terme, Sandy.

P.S. Non so se avrò mai altra occasione di riparlarne prima della fine, conoscendomi eviterò il discorso per molto tempo. La scuola a distanza è brutta, terribile, schifo, deleteria per la mente e per l'anima. Già era vetusta e poco buona quella in presenza, figuriamoci quella a distanza. Non c'è niente di più odioso della DidatticaADistanza ma è ciò il motivo per cui la mattina mi sveglio e mi alzo dal letto. Difficilmente studio per Amore, ormai, ma va bene. Questo sterco di didatticaadistanza è ciò che ci tiene vivi: il nostro ossigeno, il nostro mezzo e fine di vita. Terribile.

P.S. FOTO: Ho scelto di mettere come fotografia del post la Berté perché le farfalle nei suoi capelli mi ricordano parte di una poesia deprimente che ho scritto in merito al sentore di una chiusura qualche giorno fa. La scrivo qui sotto: (è depressa. Sappiate che non passo la vita depresso ma se sono depresso sfogo la mia depressione in opere che esprimono depressione, eliminando catarticamente la depressione da me. Baci)
È la coltellata su Cesare a quelle idi
di marzo, è quell'albero spogliato
dall'ultimo forte fortunale. È la vita che
come una farfalla
vola via da te e si dilegua
più in alto
sempre
più
in
alto.