LIBERTÉ

BLOG - by Sandy

Giovanni Verga era Persona ad alta sensibilità?

27 Giugno 2020, Edoardo Bersano

Dopo la lettura di 'Storia di una Capinera' mi son chiesto se Giovanni Verga fosse stato o meno una persona ad alta sensibilità... Qui ho inserito qualche pensiero per così dire sconnesso.
Immagine allegata all'articolo

Penso che l'autore catanese Giovanni Verga fosse con molta probabilità una Persona Altamente Sensibile, condizione psicologica identificata dalla dott.ssa Eloine Aron negli anni '90 che si basa fondamentalmente su quattro tratti che non elencherò nell'ordine tradizionale:

  • 1. Sensibilità ai dettagli: le P.A.S. (persone ad alta sensibilità o persone altamente sensibili) captano in modo innato ogni minuscolo dettaglio e sottigliezza nell'ambiente che li circonda. Penso che per quanto riguarda la focalizzazione su alcuni dettagli si possa citare la lettera del 9 gennaio inserita all'interno di "Storia di una capinera" ove Maria racconta all'amica Marianna il tragitto dalla cascina situata sul Monte Ilice alla città di Catania al termine dell'epidemia di colèra: un particolare che mi ha colpito molto è stato ove dice che "...dinanzi alla porta, ci sono ancora dei vetri rotti e alcuni brani di lettere e di giornali fradici dalla pioggia che il vento fa svolazzare di qua e di là... ". Non penso che qualsiasi cuore innamorato noterebbe in viaggio vecchi pezzi di giornali fradici probabilmente buttati a terra collegandoli inconsciamente all'amato.
  • 2. È proprio quest'ultimo collegamento che mi fa presumere che Verga elaborasse profondamente le informazioni. Le P.A.S. effettivamente elaborano ogni singolo e piccolo dettaglio che vedono per cercare di creare connessioni mentali tra eventi o condizioni che a primo occhio potrebbero per alcuni non aver senso (esattamente come sto facendo io collegando le opere di Verga e Verga stesso a questa condizione psicologica), questa capacità innata viene comunemente identificata come profondità di elaborazione.
  • 3. Empatia: le P.A.S. tendono ad essere più consapevoli delle emozioni altrui (spesso rendendole proprie). Considero l'autore in questione molto consapevole di come siano e si manifestino le emozioni in quanto riesce a descriverle brevemente ma nel modo più ottimale pur impersonalmente, come egli stesso credeva di dover fare, e successivamente a provocarle nel lettore: mi viene in mente a tal proposito la lettera nella stessa opera citata precedentemente scritta il 20 novembre ove Maria finalmente confida all'amica di amare quasi alla follia Nino sebbene sia un'educanda e debba, finita l'epidemia, farsi suora. Il modo di raccontare il suo amore e di vederlo fa proprio percepire al lettore come si dovesse sentire Maria che io vedo inserita in un paradosso molto umano tra "l'amore sacro e l'amor profano".
  • 4. Emozionabilità: le P.A.S. possono avere reazioni più forti ed evidenti per ogni esperienza che compiono. Penso che per argomentare questo ultimo e quarto punto sia sufficiente citare la prefazione di "Storia di una capinera" ove l'autore ci spiega perché ha proprio dato questo nome al romanzo epistolare: "Avevo visto una povera capinera chiusa in gabbia: era timida, triste, malaticcia ci guardava con occhio spaventato...". In questo passo si avverte effettivamente la condizione psichica, se così può: essere chiamata, della capinera che Verga vide in gabbia e che ci descrive come effettivamente depressa per la sua posizione, motivo per cui si lascerà per altro morire.
Apprendo dal sito italialibri.net che Verga mostrerà nel corso degli anni '10 del '900 simpatie verso il partito fascista per la preoccupazione verso una legge che avrebbe senza dubbio potuto danneggiarlo economicamente da contadino e questo sarebbe sufficiente per far cadere ogni tipo di argomentazione che precedentemente ho dato. È però anche vero che la pagina in questione conclude sottolineando come Verga visse gli ultimi anni della sua vita in una "solitudine sdegnosa e scontrosa" che confermerebbe ulteriormente la mia tesi in quanto le P.A.S. hanno per così dire bisogno della solitudine. Conscio di non trattarmi di un ricercatore letterario né di un letterato, vi saluto. Bye, bye, Sandy.
P.S.: per ulteriori informazioni sulle P.A.S., vi consiglio di visitare questo sito: personealtamentesensibili.it, il sito di Eloine Aron tradotto in italiano.