Agliano

STORIA by Sandy

Storia di Agliano

Il Territorio e la nascita del Paese
Il territorio di Agliano Terme è composto dalle più antiche formazioni di tutta l’area circostante, motivo per cui l’inclinazione dei colli non è tale da impedire l’impianto di vitigni, e viene inserito nel gruppo di territori del Monferrato astigiano. Anche nell’ambito storico Agliano vanta il primato di antichità nelle zone circostanti: già l’origine del nome attesterebbe un’origine se non romana medievale. Probabilmente questo territorio apparteneva a un esponente della gens Aelia, Alia e anche Allius (l’aggiunta del suffisso -anus nel mondo latino significa appartenente a, adottato da). Fra gli esponenti di questa gens compaiono Caius Allius Bala, ricordato per essere stato un magistrato durante la tarda repubblica romana e di conseguenza per le numerose monete su cui compare il suo nome, oppure Gaius Allius Pudens, citato in un’iscrizione a Milano. Oltre all’etimologia del nome è possibile far risalire ai romani il primo utilizzo del suolo aglianese: nel 1809, per Gian Secondo De Canis (avvocato e dotto 1768 – 1830) nel libro “Corografia Astigiana”, vennero rinvenuti nei pressi dell’ora chiesetta di San Sebastiano situata poco fuori il paese due epigrafi con su scritto: † S.R.T.d. / I.E.33 /8.O.M. e VNTONIO .C[)] / SCAPVLA / ..ATRVO S / OSVIT ove il segno grafico / è inserito per indicare il testo a capo. Io suppongo inoltre che la “.C” citata dopo “VNTONIO” sia in realtà una O e che quindi quello citato si possa trattare dello stesso cognomen (formato dal nome gentilizio e dal soprannome della famiglia) di Publio Ostorio Scapula, un politico e militare romano che visse nel primo secolo dopo Cristo tra il 15 circa e l’anno 52 durante il periodo di regno di Tiberio, Caligola e Claudio. Questo personaggio, ritratto in una statua esposta oggi come all’epoca alle famose terme di Bath, fu inviato in Britannia per sedare alcune insurrezioni dei locali ma muovendo alcuni passi falsi istigò le popolazioni locali ad insorgere con la famosa Boudicca o, forse, Boudica anche se questo accadde solo dopo la sua morte. In Revisione

Il Medioevo
dal 476 (caduta dell'Impero Romano d'Occidente) al 1493 (Scoperta dell'America)
Il tempo mai si ferma sicché sono obbligato a proseguire: che romana sia o meno l’origine del paese non se ne può essere certi mentre lo è che nel 400 d.C. fu citata per la prima volta su dei testi medievali come Aulianum, nel 993 come Alljanus e poi Aglanus potrebbe essere stato un fundus quasi anonimo finché nelle fonti non compare nel basso medioevo facente parte del famoso Comitato di Loreto, chiamato così per la località di Loreto che si trovava nei pressi di Costigliole, governato al tempo da alcuni esponenti della famiglia degli Aleramici, famiglia che da sola governò il marchesato del Monferrato, per l’appunto, ma anche quello di Savona, di Saluzzo e molte altre terre tra Piemonte e Liguria. Non solo: discendenti di questa importante famiglia fondarono il Regno di Tessalonica, sulle coste della Grecia, e regnarono per lungo tempo a Gerusalemme. Dagli Aleramici nacquero anche gli Aleramici di Busca, poiché marchesi di un territorio omonimo situato vicino a Cuneo. Manfredo di Busca, figlio di Corrado che conquistò un castello in Lazio, è un personaggio da segnalare poiché nei pressi dell’anno 1150 acquisì il soprannome -poi cognome vero e proprio- di Lancia o Lanza per il suo ruolo di lanciatore di lance, o lancifero, nell’esercito svevo. Il nome è attestato dal 1204 quanto il figlio Mafredo II venne qualificato come dominus Maynfredus marchio de Busca, qui Lancea dicitur. Oramai ahimé la casata dei Lancia non aveva più la signoria dei Busca ma per la peculiarità della famiglia di dare ogni titolo nobiliare a tutti i componenti e non solo al figlio primogenito. Nel 1210 circa nasce Bianca Lancia, probabilmente figlia di Manfredo II che avrebbe sposato una omonima Bianca Lancia senior poi morto e subentratogli Bonifacio I -figlio di Corrado e fratello di Manfredo II- che era conte d’Agliano, di Mineo e di Paternò (entrambi in provincia di Catania), probabilmente ad Arce, un paese nel Lazio. Così complessa è anche la storia d’amore di Bianca Lancia con l’imperatore Federico II di Svevia iniziata nel 1225: conosciuti in circostanze non ben determinate, Bianca fu inizialmente solo un’amante del famoso regnante ancora sposato in terze nozze con Jolanda di Brienne, regina di Gerusalemme e discendente degli Aleramici. Alcuni descrivono che Federico, dopo una guerra in Israele, fosse venuto in Italia settentrionale per spiare le azioni che accadevano in Lombardia quando conobbe Bianca Lancia dicendole che era ormai vedovo della Jolanda sicché nacquero Costanza, che visse per più di 75 anni, e Manfredi di Sicilia, di Svevia o di Hohenstaufen, che dir si voglia. Quest’ultimo già Principe di Taranto e conte di Matera, non riconosciuto dal papato, morì durante la celebre battaglia di Benevento combattendo contro Carlo I d’Angiò, figlio del re di Francia Luigi II detto “il Leone”. Manfredi fu una figura talmente importante nella situazione politica dell’epoca da essere citato nel Purgatorio da Dante Alighieri.

Età Moderna
dal 1492 (Scoperta dell'America) al 1789 (Rivoluzione Francese)
Su di una collina, ove sorge la frazione di San Zeno, si presuppone che già dal 900 (c'è una fonte) vi sia stato un monastero benedettino ma, sfortunatamente, di questo non si hanno più notizie a partire dal 1306, anno in cui il rettore diede per tre anni in affitto per ben 40 lire annuali tutti i profitti dei terreni del monastero. Doveva dunque essere molto esteso poich&eagrave;, almeno secondo Vincenzo Prato (un contemporaneo storiografo), al tempo per 1 giornata si esigeva almeno 1 lira quindi per 40 lire vi sono non meno di 40 giornate di terreno (corrispondenti a circa 152 400m2). Inoltre, Agliano dopo essere passato dalle mani della contea di Asti ai Savoia, subì la distruzione definitiva del suo castello ad opera di Galeazzo Trotti, uno spadiero del ducato di Milano (al tempo territorio spagnolo), nel 1644 durante la guerra di Successione del Monferrato combattendo contro francesi e Savoia. Traccia ben visibile del passaggio degli Spagnoli è il loro santo patrono al Paese: San Giacomo il Maggiore, la cui chiesa venne ricostruita poco dopo utilizzando anche materiali di recupero del castello decaduto. Sicuramente prima del 1600, su una collina al confine con Montegrosso, uno o più monaci intrapresero la vita eremitica: infatti, ci sono delle fonti (che ahimé io ancora non conosco) che certificano come lì vi fosse una piccola pieve di quest'origine. Ora quel luogo è denominato frazione di Molisso, o Molizzo, e sorge tra molti cipressi una chiesa dedicata alla Annunciazione. Sfortunatamente, la peste raccontata dal Manzoni ne "I Promessi Sposi" del 1600 portata forse dai Lanzichenecchi decimò anche nel nostro paesello la popolazione, che ricominciò ad arrichirsi nel 1770 di Fons Salutis, ovvero la fonte aglianese dalla quale fuoriesce la famosa acqua marcia, Agliano divenne nuovamente famosa: si riempì infatti nel 1800 di molti scienziati, malati, medici e semplici curiosi per poter provare, assaporare o utilizzare come medicina la famosa acqua che sgorga a 13,4°C direttamente dalla fonte. Tanto rigenerante quanto preziosa, l'acqua marcia ebbe il merito di vincere due medaglie d'oro: una a Parigi, durante un'esposizione internazionale dedicata alla farmaceutica, e l'altra a Roma.

Età Contemporanea
dal 1789 (Rivoluzione Francese) al 2020
Agli inizi del 1900 questo paesuncolo riuscì a guadagnarsi un po’ di gloria anche grazie ai cinque fratelli Sardi dei quali ne parlerò nella sezione personaggi così come per il prof. Vittorio Amedeo Arrullani. Sebbene abbia Agliano partecipato attivamente alla Prima guerra mondiale inviando al fronte dei poveri giovincelli, infatti ad alcuni dei quali sfortunatamente deceduti combattendo è dedicato il perenne monumento in piazza San Giacomo, penso sia più interessante soffermarci sulla Seconda in quanto la forte presenza dei Partigiani nella zona aiutò a cambiare le sorti della guerra contro il regime. Dalle poche fonti che mi giungono, a Rocchetta nacque nel luglio del 1944 una brigata partigiana Garibaldina, ovvero un movimento di volontari facente parte del comitato di liberazione nazionale contro il regime fascista, e in poco tempo (2 agosto del 1944) si dovette far implodere il ponte sul fiume Tanaro a causa del continuo passaggio di brigate nere fasciste. Dopo un periodo di trattative con altre, questa brigata fondò la Repubblica partigiana dell’Alto Monferrato il 30 ottobre 1944 che deteneva il controllo di una zona comprendente territori di 40 comuni tra Mombaruzzo e il confine di Agliano con Costigliole. La sede di questa repubblica autonoma inizialmente fu posta a Nizza: Nizza è infatti al centro del territorio controllato ed è piena di vie di comunicazione che se da una parte facilitano scambi di informazioni, personale e mezzi, dall’altra rendono Nizza vulnerabile alle incursioni del nemico, motivo per cui in breve tempo la sede istituzionale venne spostata all’hotel Fons Salutis nelle valli di Agliano. A seguito di elezione, il comando fu dato all’avvocato socialista Camillo Dal Pozzo che lo esercitò in modo ottimale: peccato che, a causa della distanza della sede dal confine della repubblica con Alessandria, non fu in grado di contrastare l’ascesa dei fascisti che penetrarono all’alba del 2 dicembre. Chiunque sia vissuto in queste zone negli anni della Seconda Guerra ha sicuramente conosciuto, se non collaborato con essi, gli ambienti partigiani come volontario, ad esempio, o più semplicemente come staffetta. Per questo motivo nel 1998 l’ANPI, associazione nazionale partigiani d’Italia, conferì al paese una medaglia d’oro al merito partigiano durante la resistenza. Dopo la Liberazione, la vita per il paese non fu sempre lieta fintanto che moltissimi abitanti emigrarono in cerca di condizioni economiche migliori in città, molti di questi a Torino. Si cercò nel 1999 di attirare turisti nel nuovissimo impianto alle Fonti completo anche di ristorante e albergo aggiungendo al nome del paese la specifica “Terme”. Il suo territorio è stato riconosciuto come Patrimonio Unesco nel 2015 assieme alla produzione centenaria del noto vino Barbera che l'ha portato ad essere conosciuto in tutto il Mondo solo grazie all'impegno dei contadini che anno dopo anno, decennio dopo decennio, secolo dopo secolo hanno reso un vino iconema di noi stessi.

Agliano Terme

Fonti:

  • AAVV, Bianca Lancia D'Agliano,Edizioni dell'Orso, Alessandria 1992.
  • Prato Vincenzo, Quelli di Agliano e dell'Acquesana, Edizioni Pelazza - Canove di Govone (CN), Pelazza 2001.
  • aglianoterme.at.it
  • astigov.it
  • wikipedia.org
  • Fonti Orali