LIBERTÉ

BLOG - by Sandy

La Via Crucis in una piazza S.Pietro deserta

Roma, ore 22:32. La Via Crucis più grande al mondo è appena terminata. Celebrata durante i consueti rituali del venerdì santo in piazza san Pietro con la presenza di pochissimi fedeli, Papa Francesco ha cercato di far passare in mondovisione alcuni semplici messaggi: speranza e perdono.
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È appena terminata una delle cerimonie più toccanti del secolo: la celebrazione della Via Crucis in una piazza San Pietro priva di quella consueta moltitudine di fedeli che conosciamo.
Quest'anno, a causa dell'ormai nota epidemia di coronavirus, il Papa ha deciso di celebrare un rito per così dire privato ove son comparsi solo lui e un suo aiutante sotto un'apposita tensostruttura ai piedi della Basilica che mi ricorda tanto gli altari che venivano messi al di fuori dei templi greci o romani, parlo della religione pagana dunque, per celebrare qualsiasi tipo di celebrazione con dei comuni fedeli. Davanti a ciò era possibile vedere il famoso crocifisso miracoloso che già il 27 Marzo il Papa aveva celebrato per concedere a tutti l'indulgenza plenaria, momento documentato in questo mio post.
Ogni stazione è stata celebrata da una lettura dalla Bibbia, si veda il Vangelo o anche il libro delle lamentazioni, preceduta da una spiegazione della stazione di turno e succeduta da una lettera di qualcuno coinvolto nei reati moderni: chi dal carcere, chi invece fuori come parente di qualcuno incarcerato, chi ancora parenti delle vittime... Il Papa concludeva poi con una preghiera per introdurre successivamente il "Pater Noster" che accompagnava il lento cammino della delegazione di fedeli, formata da medici e infermieri del Vaticano e da addetti all'interno dell'istitututo penitenziario di Padova, prima intorno all'obelisco e poi lungo la strada che collega l'obelisco alla tensostruttura del Papa. Ho trovato questa celebrazione quasi terrificante poiché celebrate nella grande piazza deserta, quasi come se fossero le antiche celebrazioni private nel santuario di Delfi... Con solo pochi sacerdoti e la Pizia.
La Sindone Sabato pomeriggio, l'arcivescovo Nosiglia è andando in diretta su RAI3 ha dato vita alla seconda ostensione della Sindone solamente televisiva, preceduta solo da quella del 2013 sebbene io ricordi molto bene solo quella del 2015 (dovevo avere delle brochures della Sindone sicché, se ben ricordo, avevo creato un piccolo ostensorio poi inserito nella mia classe delle elementari... Fino alla terza media mi sembra ci fosse ancora, poi non ci son più ritornato lì dentro quindi Nescio sed memento). È stata una cerimonia molto rapida: l'arcivecovo ha letto la lettera ricevuta da Papa Francesco, per poi pregare per la fine dell'epidemia. Questa celebrazione non mi ha colpito particolarmente, ma mi ha fatto leggere per la 50esima volta la stroria della Sindone. Sempre molto interessante come il fatto che in casa nostra ci sono, almeno secondo il Censimento ufficiale, ben tre libri dedicati alla Sindone.
Benedizione Urbi et Orbi Non avevo mai visto la Messa del Papa a San Pietro, questa volta è stata la prima: tolto il fatto che la Basilica di San Pietro è magnifica, la celebrazione si è svolta dietro al Baldacchino formato anche dalle famosissime colonne tortili salomoniche quindi penso che il Papa si trovasse nell'abside... E via! Di nuovo, alla fine della celebrazione, lui ci ha concesso l'Indulgenza Plenaria come se dovessimo pensare a star bene con noi stessi e non ai nostri peccati. Bene! Sandy