LIBERTÉ

BLOG - by Sandy

L'Itinerario di Renzo a Milano

SCUOLA Oggi, mentre vi è un'emergenza sanitaria in mezza Italia, ho sperimentato lo studio de "I Promessi Sposi" in modo leggermente differente...
Immagine allegata all'articolo

Mentre in Italia vi è una crisi sanitaria che non sembra placarsi facilmente, io sono a casa a studiare :-). Oggi, sotto ovviamente un obbligo dell'insegnante di italiano che ipoteticamente Renzo avrebbe seguito nel 1600. Pubblico integralmente il testo con tanto di immagine allegata:

Alessandro Manzoni dedica quasi un quinto del suo romanzo a narrare le interessanti avventure di Renzo Tramaglino nella Milano seicentesca. Egli infatti in questa città enorme e complicata, almeno per un giovane montanaro, distruggerà il protagonista per mezzo della grande catabasi avvenuta nell'osteria della Luna Piena. Ma cominciamo subito con un riassunto: dopo aver visto in lontananza "La gran macchina del Duomo", definito così perché al tempo era ancora in costruzione, ed essersi voltato per scorgere in lontananza il Resegone da dove proveniva, Renzo chiede a un passante di indicargli la corretta via per raggiungere il Convento dei Padri cappuccini e questi, dopo aver letto sulla lettera di fra Cristoforo l'itinerario corretto, lo indirizza verso la Porta Orientale per poi fornirgli ulteriori dettagli sulla strada. Il milanese quasi scioccò Renzo per la sua gentilezza, a quanto pare -al tempo come anche oggi- i cittadini di questa città non sembravano godere dello status di simpatici, ma quello era il giorno in cui le cappe si inchinavano ai farsetti, dettaglio confermato anche dai controlli che alla porta non sono stati fatti e dalle lunghe linee bianche di farina che il povero montanaro scambiò per neve, Renzo non aveva ancora capito nulla di questa città. Poco dopo apparirono in primo luogo dei panetti di pane lasciati per terra dei quali Renzo ne prese senza dubitare in alcun modo qualcuno e poi un'interessante famiglia formata da tre individui intenti a trasportare pane e farina. Manzoni ci descrive come avessero talmente tante cose che ad ogni passo cadesse puntualmente un po' di farina dalla gonna della madre e qualche pezzo di pane dal cestino del figlio... Evidentemente Renzo non aveva proprio scelto il giorno migliore per raggiungere Milano e il convento dei Padri cappuccini ma lui continuò il suo viaggio non senza porsi delle domande. Lentamente, mentre si avvicinava al luogo raccomandatogli da Fra Cristoforo, iniziava a sentire il rumore di una folla accalcata non troppo lontano ma preferì, almeno inizialmente, evitare di entrare nel tumulto. Arrivato alla meta, sfortunatamente un monaco leggendo la lettera del frate montano lo avvertì che Padre Bonaventura, colui che doveva ospitarlo insomma, non era disponibile in quel momento sicché lo invitò a pregare nella chiesa antistante al convento. Renzo non andrà mai a pregare in quella chiesa poiché per la troppa curiosità preferirà entrare nel tumulto presso il Forno delle Grucce. In quel luogo la folla dopo un veloce assedio e non senza la morte di alcuni personaggi penetrò all'interno del forno per rubare farina e pane, questa serie di insurrezioni nella città accadde a causa della cattiva politica economica dello stato al tempo governato dagli spagnoli. Il popolo in tumulto probabilmente non comprese che distruggere i forni non è il mezzo migliore per produrre il pane e quindi, saputo che nell'attuale Piazza Cordusio si stava per assediare il forno omonimo, la folla partì in quella direzione. Ingenuamente si pensava ancora come la colpa di questa ipotetica carestia fosse del vicario di provvisione che abitava in una via annessa al piazzale, via Negri, ove alla fine il tumulto si apprestò ad andare. Si urlava "A morte! A morte!" verso il povero vicario di colpe ne aveva ben poche: l'animo cattolico di Renzo certo non riuscì a evitare di manifestare una degna compassione cristiana verso questa persona per cui venne accusato dalla folla di essere un suo alleato. Fortunatamente arrivò in persona il sostituto governatore dello stato Ferrer, alla quale la folla diete maggior seguito: egli si proponeva infatti di metterlo in prigione completando però con frasi in spagnolo quale in questo caso essere si es culpable ovvero "se è colpevole". In poco tempo si sciolse l'assedio dopo l'uscita di scena del sostituto governatore accompagnante il vicario e Renzo, penso leggermente spaesato, trovò modo di farsi sentire proclamando ai quattro venti le sue idee ovvero che vi era lega fra i benestanti dello stato ispanico poiché le leggi esistevano ma non venivano applicate e così via. Era ingenuo: non capì che un birro travestito, ovvero Antonio Gusella, che lo stava ascoltando voleva portarlo in tribunale per processarlo in quanto lo riteneva uno degli organizzatori della rivolta ma fortunatamente Renzo aveva fame. Renzo aveva talmente tanta fame da far fermare lui e il birro travestito nell'Osteria della Luna piena, ora individuabile probabilmente nella zona del piazzale Cordusio. Non destò pochi sospetti questa visita del birro accompagnato da un altro aventore all'oste del locale che comunque diede loro cibo e vino: è in questo momento che Manzone distrugge il personaggio di Renzo facendolo ubriacare a tal punto da dare tutte le sue informazioni al cattivo birro che il giorno seguente lo arresterà, dopo una nottata all'insegna del vino, delle brutte figure e di un sonno incontenibile. Fortunatamente all'indomani, mentre il birro e altri compagni stavano accompagnando Renzo a quello che ora identifichiamo come il commissariato, Renzo riuscì a liberarsi anche grazie l'ausilio dell'aiuto di altri probabili rivoltosi che lo riconobbero facilmente. Chiesto l'aiuto di un passante, di corsa, il nostro montanaro preferito riuscì ad uscire da Milano passando da Porta Orientale ripetendo l'itinerario disegnato nella cartina ma al contrario al fine di poi cercare un modo di andarsene dal ducato spagnolo per lasciarsi alle spalle le accuse di rivoltoso: scelse come meta un piccolo paese del bergamasco ove risiedeva il cugino Bortolo sebbene egli non sapesse come raggiungere effettivamente il posto.

Agliano Terme, addì 2 Marzo 2020,
Sandy

Mi dispiace per i Milanesi :-)