Santiago de Compostela

di Edoardo Bersano

Indice:

1. Perché compiere un Pellegrinaggio un millennio fa
2. I Simboli del Pellegrino dei tempi Passati
3. Il Liber Sacti Jacobi o Codex Calixtinus
4. Il Cammino Primitivo
5. La "Filosofia" del Moderno Viandante
6. I Documenti del Pellegrino
7. Il Cammino Francese
8. Santiago de Compostela
9. Il Cammino di Finisterre e Muxia
10. Sitografia e Bibliografia



Il Cammino nella Storia

1. Perché compiere un Pellegrinaggio un millennio fa

I primi pellegrinaggi cristiani nacquero a seguito dell’Editto di Costantino, nel 313, il quale lasciò libera scelta, a tutti gli abitanti dell’Impero Romano, di professare il culto cristiano. È proprio da questo momento, che moltissima gente partiva alla volta di Gerusalemme, luogo in cui secondo la Bibbia è morto il Messia. Gerusalemme fu la principale meta di pellegrinaggi fino al 683 d.C., anno di conquista Araba della città; dopo questo avvenimento, la principale meta diventò la città benedetta dal sangue di Pietro: Roma. Da quando la chiesa si mise a vendere indulgenze, ci furono anche le persone che partiva per comprare un’indulgenza. Ce ne furono talmente tanti, nei primi giorni del XII secolo, che il papa proclamò il primo Giubileo, nella bolla papale Habet Fida Relatio si chiedeva, ai fedeli, che per poter avere un’indulgenza totale dei peccati commessi nel secolo precedente, bisognava entrare almeno 30 volte all’interno di una porta Santa se si era di Roma, mentre se si proveniva da fuori città, bastava entrarci la metà delle volte. Essa afferma anche che ogni 100 anni, vi sarà un anno Santo. Dopo le riforme di Lutero, e le contro-riforme della chiesa cattolica, ci furono solo più 2 motivi per compiere un pellegrinaggio:

  • Pellegrinaggio devozionale, dal latino devotio -onis (voto, sacrificio), è quel tipo di pellegrinaggio che si compie per propria scelta: fin dalle prime religioni paleocristiane, compiere un pellegrinaggio era parte integrante del processo di una conversione oppure per potersi liberare da tutto ciò che stava diventando “moderno”
  • Pellegrinaggio espiatorio, dal latino expiatorius, era un pellegrinaggio compiuto come condanna ai peccati, era una pena inflitta soprattutto dagli ecclesiastici. Una interpretazione “popolare”, di tutte le persone che vedevano i peccatori, ha fatto si che nascesse il termine pellegrino, derivante dal latino peregrinari, che è una parola ricca di significati ed interpretazioni, da quella di “vivere lontano” a quella di “vagare”, dall’essere considerato uno “straniero” fino al dover “uscire da” cioè “morire”.

2. I Simboli del Pellegrino dei tempi Passati

Nei primi pellegrinaggi, le persone che compivano un viaggio, si dovevano quasi aggiustare, e contare sulle esperienze di altri pellegrini. Col tempo, però, si decise di standardizzare il modo in cui un pellegrino era vestito. Ecco come venivano riconosciuti i pellegrini durante e nei secoli successivi al Medioevo:

  • La Pellegrina, un lungo mantello con un cappuccio “integrato” che aveva una funzione protettiva contro i colpi d’aria ed il freddo;
  • Il Petaso, un cappello rotondo con un laccio, che serviva a proteggere il pellegrino sia dal sole che dalla pioggia;
  • Il Bordone, forse il simbolo più famoso dei fedeli diretti a Santiago, è il bastone che veniva utilizzato come supporto al cammino;
  • Ed una Bisaccia, appesa alla vita, contenente acqua o vino, era sempre aperta: in ogni momento bisogna essere in grado di donare come di ricevere.
Quando il pellegrino arrivava alla meta, egli doveva trovare qualcosa che potesse certificare il suo passaggio in quel luogo: nel cammino di Santiago, si adottò la conchiglia di capasanta, poiché, sulle coste della Galizia, si possono proprio trovare questi tipi di cetacei.

3. Il Liber Sacti Jacobi o Codex Calixtinus

Il Liber Sancti Jacobi o Codex Calixtinus è un insieme di 5 testi, redatti in latino, con autori indipendenti fra loro ma databili tutti nel XII secolo. Si attribuisce come autore principale dell’opera Papa Callisto II, perché proprio lui ha unito tutti i testi trasformandoli in un’unica opera. Il Liber, è stato creato per unire tutto ciò che riguarda San Giacomo Il Maggiore ed il suo cammino; ecco una breve analisi dei testi:

  • Libro I: Libro delle Liturgie: è lo scritto che racconta tutto ciò che è da fare in nome e per San Giacomo, in sostanza messe e preghiere varie;
  • Libro II: Libro dei Miracoli: in questa parte del testo vi sono raccontati 22 miracoli attribuiti all’Apostolo;
  • Libro III: Libro della Traslazione del corpo dell’Apostolo a S. de Compostela: racconta dapprima l’opera di evangelizzazione della Spagna compiuta da San Giacomo ed in seguito, la versione ufficiale del trasferimento del corpo dell’Apostolo in Galizia;
  • Libro IV: Libro delle Conquiste di Carlomagno e Rolando: (Historia Karoli Magni et Rotholandi) uno dei libri più corposi del Codex, il suddetto libro racconta l’ingresso in Spagna di Carlo Magno, la disfatta di Roncisvalles e la morte di Orlando (Roland);
  • Libro V: Libro Guida per il Pellegrino: (Iter pro peregrinis ad Compostellam) è una vera e propria guida che presenta al pellegrino i luoghi da visitare ed informa sui pericoli che si troveranno sul percorso. Esso descrive la città di Santiago de Compostela e la sua cattedrale con attenzione ai dettagli.

4. Il Cammino Primitivo

Cenni Storici del Cammino Primitivo: Nel 814, il re del principato delle Asturie Alfonso II il Casto fu il primo devoto documentato a recarsi alla tomba di San Giacomo, da pochi anni scoperta. Questa “iniziativa aiutò la tomba a diventare celebre, ed il cammino primitivo iniziò ad essere percorso da molte persone, anche perché le Asturie, a quel tempo, erano tra le regioni liberate dai musulmani. Dopo la Reconquista del nord della Spagna e il cambiamento della capitale del regno delle Asturie da Oviedo a Leon, il cammino più frequentato divenne quello Francese, anche poiché era di più facile percorrenza.
Il Cammino: La prima parte del cammino, secondo alcuni studiosi, deve il suo percorso ad un’antica strada romana, che da Lucus Augusti (Lugo) portava alla costa nord della Spagna. L’attuale cammino non è esattamente quello percorso da re Alfonso poiché si congiunge al cammino Francese nella località di Melide. Secondo alcuni pellegrini, il cammino primitivo è il più impegnativo fra i 25 cammini che portano al Campus Stallae poiché è completamente in montagna, ed in ogni tappa ci sono molti sali e scendi.
Oviedo: Il cammino primitivo parte dalla cattedrale di San Salvador, anch’essa meta di pellegrinaggio (il cammino omonimo parte da Leon), ove si conserva il sudario di Oviedo, il quale secondo la tradizione ha avvolto il capo di Gesù dalla morte alla sua sepoltura, e la Cruz de la Victoria, attualmente simbolo della regione delle Asturie, questa croce, secondo la leggenda, ha aiutato i cattolici a sconfiggere i mori in una delle più celebri battaglie della Reconquista, la Battaglia di Covadonga (722);
Lugo: Lugo è una delle città più vecchie della Galizia: è stata fondata dai romani nel 15 a.C. circa, con il nome di Lucus Augusti. Mentre, nell’alto Medioevo la città era pressoché desertica (essendo abitata unicamente dal clero) a partire dal Basso Medioevo, la città, inizio ad essere meta di pellegrinaggi, anche grazie alla costruzione della Cattedrale. La cattedrale, dedicata al culto di Santa Maria, è stata costruita tra il 1129 ed il 1273, per cui, al suo interno, si possono notare tre stili architettonici diversi: gotico, barocco e neoclassico.

Il Cammino nel XXI Secolo

5. La "Filosofia" del Moderno Viandante

Un pellegrino è colui, o colei, che decide di intraprendere un viaggio verso un luogo considerato sacro. C’è chi viaggia per necessità, chi per lavoro, alcuni sono alla ricerca della bellezza e altri in cerca di avventura, alcuni viaggiano in cerca di riposo e altri si immedesimano nel viaggiatore, sperando un giorno di poter viaggiare. Ma, in questi molteplici anni di storia, come la società si è evoluta, si è evoluto anche il modo di viaggiare: la comodità e la velocità sono i due aspetti positivi che riassumono il modo di viaggiare “giornaliero” nel XXI secolo. Effettivamente, chi farebbe a meno dell’automobile? Ma tra le tante facce positive dell’uso dei nuovi mezzi “comodi”, ne esistono molteplici negative. Infatti, tutti i luoghi possiedono un significato, un segnale, che l’uomo moderno non sempre è in grado di cogliere, non per colpa della sua disattenzione, ma per colpa della sua “maschera” che lo aiuta nella quotidianità, ma che lo priva di uno dei suoi valori essenziali: il contatto con la natura. Il vero viaggiatore è chi con dei piccoli particolari, coglie l’animo del luogo; è chi non ha paura di fermarsi e di capire la vera essenza di quel determinato luogo: è chi ha il continuo desiderio di scoperta. Un pellegrino è anche un vero viaggiatore, è chi si sa mettere a nudo, chi è capace di fare a meno di alcuni dei tanti comfort moderni, è chi si sa limitare nell’uso dell’essenziale: è chi sa vedere il mondo con occhi attenti; chi si immedesima nella natura e ne coglie il significato. Per un pellegrino è importante il piede, non come semplice parte del corpo, ma anche come mezzo di comunicazione fra lui e la natura. Chi parte per un cammino per ritrovare la propria anima, riesce anche a comprendere la vera essenza della natura. Ecco perché si chiede, a chi ha intrapreso il cammino, di contribuire alla diffusione della spiritualità e della conoscenza che si trova in questo itinerario.

6. I Documenti del Pellegrino

La credenziale, o “credencial”, è un documento di viaggio che per tutto il cammino accompagna il pellegrino. Essa, serve a identificare lo “status” di pellegrino da un normale viaggiatore e, quindi, attesta l’identità, le condizioni in cui si effettuerà il viaggio e le intenzioni (arrivare a Santiago de Compostela). E’ da considerarsi come un passaporto, essa è l’unico documento che permette di entrare negli ostelli, di cui parlerò in seguito. Viene rilasciata da un’autorità religiosa, e può essere richiesta a titolo quasi gratuito (€ 2.00 cadauna). Ogni ostello, ha il compito di apporre su ogni credenziale il suo timbro, o “sellos”, per certificare l’avvenuto passaggio e le varie tappe percorse. Tutte le strutture privare o municipali, possono inoltre apporre il proprio timbro sopra alla credenziale, a discrezione del pellegrino, ovviamente.
La Compostela è un documento rilasciato da un’autorità religiosa che certifica l’avvenuto pellegrinaggio alla tomba di San Giacomo. Essa, però è rilasciata solamente a chi è “in regola” con la credenziale. Su ogni credenziale è infatti riportato il seguente messaggio contenente le regole per l’ottenimento della Compostela: “La Compostela è concessa solo a chi ha compiuto il pellegrinaggio con senso cristiano: “devotionis affectu, voti vel pietatis causa” (motivata dalla devozione, votazione o misericordia) e solo a coloro che sono arrivati alla Tomba dell’Apostolo, avendo percorso almeno gli ultimi 100 chilometri a piedi o a cavallo, gli ultimi 200 km in bicicletta o 100 miglia nautiche.” La Compostela è rilasciata gratuitamente presso “l’Acogida del Peregrino” a Santiago de Compostela. Inoltre, ad un costo di € 3.00, è possibile richiedere un attestato dichiarante il numero di chilometri percorsi, la partenza ed il cammino affrontato. Chi non ha compiuto il cammino con senso cattolico o spirituale può comunque richiedere un documento, all’ufficio del turismo di Santiago, attestante il suo compiuto cammino.
La credenziale accademica viene rilasciata ufficialmente dall’università della Navarra agli studenti di qualsiasi università nel mondo, e certifica che lo “studente-pellegrino” è passato attraverso la rete di università del nord della Spagna. Ogni volta che si passa in una università, la credenziale deve essere timbrata. Al raggiungimento di Santiago, può essere richiesta la Compostela Universitaria
Il pellegrino che compie il cammino di Santiago, una volta raggiunto alla sua meta, può decidere di continuare il suo cammino verso Finisterre o Muxia, o entrambi. Se si decide di percorrerlo, può continuare ad utilizzare la stessa credenziale che, però, deve essere sempre timbrata. Una volta raggiunta la meta, presso gli appositi uffici, si potrà chiedere la Compostela che certifica anche l’avvenuto passaggio a Finisterre o Muxia.

7. Il Cammino Francese

Il cammino francese (o Francés, in spagnolo) è l’itinerario più percorso da chi sceglie di partire alla volta della città di Santiago. Immerso nella natura spagnola, questo cammino non è da considerarsi solo una semplice via, ma anche un itinerario culturale ed artistico che ogni anno attrae milioni di pellegrini da tutto il mondo. Ma… per poter capire perché il cammino francese attrae così tanti pellegrini bisogna considerare vari aspetti, che verranno quasi interamente trattati.
A. El Camino en Nafarroa y La Roja: Saint Jean Pied-de-Port (comunemente abbreviato come SJPDP) è il punto di partenza del cammino francese. Situato nel sud dell’Aquitania, in passato fu la capitale della regione basca “Bassa Navarra”, come anche lo stendardo ricorda. Ma, ben più famoso di Donibane Garazi (nome in basco di SJPDP) è Roncisvalle, ove secondo la leggenda, nel 778 si consumò l’eccidio di Rolando da parte dei Saraceni. Comunque, Orreaga (nome in basco di Roncisvalle) fu sede di un importante monastero agostiniano, ora museo ove è possibile ammirare la sala capitolare in cui sono conservate le spoglie del re Sancho el Fuerte (deceduto nel 1234), comandante dello schieramento del Regno di Navarra alla battaglia di Navas de Tolosa (1212), decisiva per la fine della Reconquista Spagnola (che terminerà 200 anni dopo circa). Dopo aver passato 3 o 4 giorni circa sul cammino, i pellegrini entreranno in una delle città più belle sull’intero percorso: Pamplona. Iruña (o Iruñea, nome basco di Pamplona) è stata (e lo è tuttora) la capitale di vari regni che hanno segnato la storia del nord della Spagna; Fondata dai Romani nel 75 a.C. col nome di Pompaelo, subì diversi cambiamenti urbani: ad esempio nel Medioevo si divise in 3 borgate divise dalle mura (Navarrería, San Cernin e San Nicolás) ma nel 1423 vennero unificate dal “Privilegio dell’Unione”, che eliminò le mura interne e fece diventare in poco tempo Pamplona una città fortificata; nel XVIII venne costruita la “cittadella” che poco dopo venne copiata e leggermente adattata anche alla città di Torino. Ora, a parte la cattedrale di Santa Maria (di origine romana) – in cui vi sono sepolti Re Carlo III il Nobile e la moglie – Pamplona è una città moderna in cui passato e presente convivono serenamente; l’unico momento in cui in essa vive solo il passato è una settimana di giugno: la festa di San Firmino, la corrida pura. In poco tempo, usciti dall’ambiente metropolitano di Pamplona si raggiunge l’Alto del Perdòn (vedere pag. 14 per la gigantografia), un luogo unico nel suo genere: sopra una collina alta circa 800m è possibile ammirare una scultura recante la scrittura “Donde se cruza el camino del viento con el de las estrellas” (Dove il cammino del vento si incrocia con quello delle stelle), a ricordare la leggenda di Pelayo. Con un giorno di cammino da Pamplona si arriva a Puente la Reina, da molti considerato il punto d’inizio del cammino francese. E’ proprio qui che il cammino aragonese (continuazione spagnola del cammino d’Arles) e il cammino francese si congiungono in uno solo, come reca la scritta sul monumento: “Y desde aquí todos los Caminos a Santiago se hacen uno solo” (Da questo punto tutti i cammini per Santiago diventano uno solo). La località è chiamata “Ponte della Regina” poiché una delle sue attrattive principali è un ponte romanico costruito nel XI secolo fatto costruire da una regina. Suggestiva è la chiesa del Crocifisso (Iglesia del Crucifijo) in centro paese, costruita intorno al XIV secolo questa chiesa conserva uno dei pochi crocifissi ad Y in Spagna… l’origine di questa immagine sacra è avvolta in una leggenda si pensa che l’abbiamo portato dei pellegrini tedeschi in ritorno da Santiago. Dopo essere passati per alcuni paesini, compresi Logrono e Najera si raggiunge Santo Domingo de la Calzada, l’ultima località nella regione La Rioja. Questa è una delle località maggiormente influenzate dal Cristianesimo e dal cammino: questo villaggio nacque nel 1044, anno in cui un giovane pastore Domingo si fece eremita per aiutare i pellegrini in viaggio verso Santiago. Chiamò questo luogo “la Calzada” perché ricostrui una serie di strade romane. Nel 1076 Alfonso VI di Castiglia divenne protettore di questo luogo, feudalizzandolo. Di li a poco, la località prenderà il nome di Santo Domingo dal suo primo abitante; egli ora è sepolto nella chiesa a lui dedicata ove è anche possibile vedere tutte i suoi 22 miracoli.
B. El Camino en Castilla y Leòn: La parte più sostanziosa del cammino francès iberico è situata in Castilla y Leòn: più di 350km di cammino immersi nella storia e nella cultura… un esempio? Alla nascita di questa regione (1230 circa) i regnanti decisero di voler creare uno stemma: quest’ultimo fu il primo esempio al mondo di rebus (rappresentando -infatti- un castello ed un leone). Superato il confine con La Roja, bisogna attendere diverse tappe (circa 100km) prima di incontrare la prima città castiglioleonese: Burgos. Dal nome è possibile capire che questa città è nata dall’unione di 3 borghi: infatti è dimostrato che il re Alfonso III nel 845 circa commissionò un conte locale per unire ufficialmente i villaggi inerenti e creare una fortezza, prevenendo incursioni saracene nella Meseta. Duecento anni dopo, a causa della sua posizione strategica, il re convalidò Burgos come capitale del regno ed iniziò la costruzione della cattedrale dedicata alla Vergine Maria, durata per più di 250 anni. Durante la Reconquista iniziò per Burgos un periodo di decadenza che continuò per moltissimo tempo, anche a causa del matrimonio tra Elisabetta di Castiglia e Ferdinando di Aragona (1474) che segnò l’unione quasi totale della Spagna. Superate diverse altre tappe è possibile arrivare a Leon. Leon nacque un secolo prima della nascita di Cristo come accampamento romano della legione Legio VI (termine dal quale deriva la parola Leon). Dopo l’anno Mille, Leon diventò la città più potente della Spagna Cristiana grazie al cammino di Santiago e alla posizione strategica. Proprio in questi anni iniziò la costruzione della cattedrale gotica - su esempio delle cattedrali francesi – dedicata a Santa Maria, che durò circa due secoli. Essa è chiamata anche dagli abitanti del posto “Pulchra leonina” (derivante dal latino “Pulchrae” = carina, bella). A Leon è possibile trovare anche una delle opere principali di Gaudì: la Casa Botines. Pochi giorni più tardi da questo passaggio a Leon, e ci ritroviamo una delle ultime città prima di entrare in Galizia: Astorga. Cittadina di origine medievale, Astorga custodisce una delle opere più importante di Gaudì: il Palazzo Episcopale: a seguito dell’incendio del vecchio palazzo, il vescovo della città decise di commissionare a Gaudì la realizzazione di un nuovo palazzo, e così fu. Ma… prima di entrare nella regione della meta, ci aspettano ancora molte tappe: le prima di queste è Ponferrada. Ponferrada ha origini romane, ma grazie al cammino è diventata una città: il suo nome deriva infatti dal castigliano “Pons Ferrata”, denominato così per la costruzione di un ponte con rinforzi in ferro. Nell’anno Mille circa si sono stabiliti in questa località dei cavalieri Templari che, costruendo un castello hanno protetto il passaggio dei pellegrini. L’ultima località di rilievo nella regione castiglioleonese è Villafranca del Bierzo. Questa località è stata abitata fin dal Neolitico, ma l’origine vera e propria si ha quando il cammino diventò celebre. Villafranca è infatti citata nel Codex Calixtinus come sosta intermedia tra la precedente e la successiva tappa. Il suo nome deriva da “Villa Franca” - che significa “città dei francesi” (da non confondersi con città affrancata), in quanto li fu fondato un monastero da alcuni pellegrini francesi – e da “del Bierzo” per non confonderla con Villafranca.
C. El Camino en Galicia: Il primo ostacolo da superare nella regione della meta è l’alto di O Cebreiro, a 151km da Santiago, questa località di nome omonimo al monte conserva un monumento sacro per i pellegrini: un complesso antico di abitazioni in pietra con il tetto in paglia dette “pallozas”. Fino agli inizi del Novecento era abitata ma dopo la morte dell’ultimo eremita è diventata un museo etnografico. Ancora più importante per i viandanti alla volta di Santiago è la chiesa preromanica più antica sulla rotta giacobea… e per chi si vuole fermare, può trovare riparo nella foresteria di San Giraldo de Aurillac, in funzione dal IX secolo. Dopo un’altra cinquantina di chilometri si può scegliere di visitare uno degli emblemi della Galizia: il monastero benedettino di San Julian a Samos. E’ stato costruito in muratura di ardesia, dunque si congiunge in modo molto suggestivo con l’ambiente circostante. È molto famoso per i suoi chiostri, infatti la costruzione della chiesa e della struttura circostante è stata organizzata attorno ai 2 chiostri più antichi. Superati circa altri venti chilometri si arriva a Sarria. Sarria è una delle località più gettonate da cui partire per il cammino in quanto è situata a poco più di cento chilometri da Santiago, i soliti cento chilometri minimi per l’ottenimento della Compostela. Sarria ha una storia molto antica -infatti- nei suoi pressi si sono trovate sepolture megalitiche, comunque si deve a re Alfonso IX la sua fondazione. Prima di arrivare a Santiago mancano solo più alcune tappe, la più suggestiva di queste si trova a circa un’ottantina di chilometri dalla meta… parlo di Portomarìn. Quello che rende unica la storia di questa località è un fatto successo nel 1962: la costruzione della diga Belesar, che comportò la distruzione totale della “vecchia Portomarìn”, ma - dato che i cittadini sapevano che sarebbe accaduto ciò già dal 1946 – molti edifici importanti vennero smontati e poi ricostruiti, come la chiesa di San Nicola. Della vecchia Portomatin si hanno le prime citazioni nel XII secolo, in un documento che la situa vicino al fiume Miño. Sebbene, fosse già stata citata come Portomarin, sul Codice Calixtinus appare come Pons Minea (ponte sul Mino).

8. Santiago de Compostela

Benvenuti nella città ove religione, storia e leggenda convivono da più di un millennio
La Storia: Sebbene Santiago de Compostela nacque ufficialmente intorno al 830, nell’area in cui tutt’oggi sorge la città nell’Antichità si poteva trovare una città romana nella quale - nel I secolo d.C. – si costruirono le mura e un mausoleo, tomba di alcuni cristiani. Dopo la caduta dell’Impero romano, l’antico centro romano decadde facendo si che la città fosse abbandonata fino al 813, anno della scoperta della tomba dell’Apostolo Giacomo. Da quel momento, molti furono i cambiamenti nella regione della città: a seguito del pellegrinaggio di Alfonso II, la capitale del regno delle Asturie divenne Oviedo e il patrono del regno divenne proprio San Giacomo il Maggiore. Nel 997 Santiago venne distrutta dalle truppe arabe, risparmiando però il sepolcro. Dopo la costruzione di mura difensive iniziò la costruzione della cattedrale (nel 1075) che fece diventare la città centro di molti pellegrinaggi. A seguito della scoperta dell'America, che concentrò i commerci al Sud della Spagna, Santiago di Compostela conobbe un lungo periodo d'ombra. Nel Medioevo l’arcivescovo della città divenne importante quasi quanto quello di Roma, in effetti la città dell’Apostolo ricevette il titolo di terza città cristiana al mondo, dopo solo Roma e Gerusalemme. Nel XVI secolo fu inaugurata l'Università che diede un grande impulso intellettuale alla città e nel XVIII secolo iniziò un periodo di grande prosperità economica che culminò con l’inserimento del cammino e della città di Santiago nel registro dei patrimoni mondiali dell’Umanità, nel 1993.
La Cattedrale: La costruzione della Cattedrale romanica iniziò nel 1075, dopo la distruzione delle basiliche precedenti, in stile protoromanico. Dopo quella fase iniziale, una serie di cambiamenti storici rallentarono i lavori fino a quando non furono rilanciati durante il XI secolo ma dopo una serie di riprogettazioni i lavori progredirono per tutto il XII secolo. In poco tempo la struttura esterna venne rimaneggiata completamente dal Maestro Matteo compresa la chiusura occidentale e la costruzione del coro nella navata principale, infatti solo nel 1211 fu consacrata come cattedrale, e poi successivamente ricevette il titolo di Basilica Minore. Anche se la struttura medievale è stata preservata, nel corso dei secoli la Cattedrale ha cambiato la sua fisionomia: la costruzione del Chiostro e sue aree annesse sono un esempio di porzione della cattedrale in stile rinascimentale. Durante il periodo barocco, sono stati costruiti gli organi e la facciata dell'Obradoiro. Durante il periodo neoclassico la cattedrale fu ristrutturata e rimaneggiata per l’ultima volta. Dal 2011 circa, tutta la cattedrale sta subendo opere di ristrutturazione sia interne che esterne, le quali termineranno solo nel 2020. Mini-Approfondimento sui Riti della Cattedrale: Quando un pellegrino arriva alla cattedrale è tradizione che compia questi gesti:

  • Abbracciare San Giacomo nell’Altare e sussurrargli l’antica frase medioevale: “Raccomandami a Dio, amico mio”;
  • Mettere la mano nell’impronta posta sotto l’immagine del Santo per ricordare a San Giacomo le promesse mantenute;
  • Dare 3 testate contro il “Santo dei Bernoccoli” per dimostrare al Maestro Matteo che la sua opera è eccellente; è anche un modo per ottenere la Grazia divina.

9. Il Cammino di Finisterre e Muxia

Dopo aver percorso circa 800 km nella sconfinata natura spagnola, c’è chi vuole finire in bellezza arrivando nel luogo che per i romani sanciva la fine del mondo: Finisterre. Questo cammino è il ritorno all’epoca precristiana della zona: infatti, l’ideologia che si può percepire in questi luoghi è ancora legata al culto della terra e del sole. Per arrivare a Finisterre occorrono 3 giorni: appena arrivati a Finisterre - considerata dai romani la fine del mondo in quanto si credeva la costa più ad ovest della Spagna (cosa non vera) - è tradizione visitare la chiesa di Santa Maria de las Arenas ed il faro. Oltre le visite obbligatorie faro è possibile bruciare tra le rocce un oggetto o un vestito che ci ha accompagnato durante il Cammino, e sempre lì ammirare il sole tramontare. Per completare il cammino in modo ufficiale, bisogna compiere solo più 30km in modo tale di arrivare a Muxia ed ottenere la Muxiana

10. Sitografia e Bibliografia

  • viestoriche.net
  • www.santiagoanaunia.it
  • lcalighieri.racine.ra.it/Giubileo
  • www.santiagodicompostela.it
  • www.camminando.eu
  • santiago.pellegrinando.it
  • www.unesco.org
  • www.turismo.gal
  • www.spain.info
  • oficinadelperegrino.com
  • www.santiagoturismo.es
  • www.santiagodicompostela.it
  • www.cammino-santiago.it
  • www.turismo.navarra.es
  • www.turismo.gal
  • xunta.gal
  • Cardini C. e Benvenuti A., Atlante storico dei Pellegrinaggi per i ragazzi, pp. 6 – 9, Roma, San Paolo
  • AA. VV., enciclopedia L’Universale, libro XXXI p. 134, Milano, Garzanti Libri, 2005
  • AA. VV., enciclopedia Universo, libro IX, pp. 377 – 378, Novara, Istituto Geografico De Agostini, 1970
  • Artido F., Il Cammino di Santiago, pp. 11-13, Torino, ITEDI (Italiana Editrice)
  • Drouve A., Il Cammino di Santiago, Torino, EDT (edizione speciale per La Stampa)
  • Pomara L., La Fuerza del Camino, Milano, Paoline (Edizioni San Paolo)

Dedicato a tutti i Pellegrini del Passato, del Presente e del Futuro


Esame di Stato di conclusione del primo Ciclo d'Istruzione
Candidato: Edoardo Bersano
Classe 3°A
Scuola Media C.Zandrino di Mombercelli d'Asti
Istituto Comprensivo di Montegrosso d'Asti
Anno Scolastico 2017/2018