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Libertè - AJAN by Sandy

Geologia e Storia

Il territorio aglianese geologicamente parlando è quello più antico dell'intera zona circostante: non sono poco comuni i depositi gessoso-solfiferi, il che può essere interessante perchè durante un'escursione per le vigne si potrebbe inciampare su del gesso, derivante dall'antichissimo mare. La formazione dall'altitudine più elevata è Bric Rocche che, con i suoi 280m s.l.m., controlla e governa tutta l'area del sud-est aglianese. In linea generale, il restante territorio del paese risulta essere prevalentemente argilloso.
Parlando di Storia, possiamo sottolineare come Agliano fosse probabilmente già conosciuta ai tempi dei Romani: non solo l'etimologia del nome ci aiuta a stabilirlo, ma anche il ritrovamento di una lapide latina: Un letterato dell'800, De Canis, scrive su una sua opera come nel 1809 sia stato rinvenuto un laterizio nelle rovine di quella che poi sarebbe divenuta la chiesetta di San Sebastiano con su scritto questo:
† S.R.T.d.
I.E.33
8.O.M.
Non solo, presso le rovine di una chiesa poco lontana da quella sopra citata dedicata a San Michele, venne rinvenuta una vera e propria lapide:
VNTONIO C.
SCAPVLA
..ATRVO S
OSVIT
Questo è ciò che il De Canis scrisse, peccato che il Prof. Prato non abbia scovato scovato questa lapide... Probabilmente è stata murata ed intonacata per renderla parte della nuova chiesa, facendo così però si è persa parte di una storia importantissima per noi visto che si potrebbe trattare di un inviato in Britannia nel 50 d.C. per sedare alcuni conflitti. Grazie a questa potremmo anche tentare di dimostrare come per Agliano, o non poco lontano, passasse una via romana. Ma quale? È un peccato pensare di non sapere questa importante informazione storica... Così Agliano potrebbe essere nato, oppure nacque subito come come Fundus, grande latifondo agricolo. Fatto sta si sviluppò durante il Medioevo per venire citata la prima volta nel 998 come "Alliano", durante una permuta tra terre si inserì come punto chiave una certa chiesa dedicata a San Gaudenzio (Che si trovava nei pressi dell'attuale chiesetta di Santa Croce). Poco dopo, nel 1200 circa, nacque Bianca Lancia che divenne l'ultima donna nel cuore del nipote di Barbarossa, Federico II. Entrambi concepirono Manfredi, talmente bello ed intelligente, da essere citato perfino da Dante nel Purgatorio.
Dopo essere passata dalle mani della contea di Asti ai Savoia, subì la distruzione del suo castello nella metà del '500 durante la guerra di Seccessione del Monferrato a mano degli Spagnoli, i quali diedero però il loro santo patrono al Paese: San Giacomo il Maggiore. Durante tutte queste distruzioni, su una Frazione al confine con Montegrosso chiamata Molizzo o Molisso, visse sicuramente da prima del '600 un eremita che si costruì una chiesetta omonima. Essa rappresenta attualmente la più antica testimonianza d'arte del Paese. Ricostruita la Parrocchiale, ci fu un'epidemia di peste che decimò la popolazione nella metà del '600. Fino all'800, grazie alla scoperta di Fons Salutis (1770), la storia di Agliano proseguette senza troppi problemi. Poi vide il paese riempirsi di turisti: medici, pazienti e semplici curiosi accorrevano numerosi a scoprire e degustare l'acqua sulfurea, che sgorga dalla sorgente a 14°C, così rigenerante. Tanto rigenerante quanto preziosa, l'acqua marcia vinse due medaglie d'oro: una a Parigi, durante un'esposizione internazionale dedicata alla farmaceutica, e l'altra a Roma.
Durante la prima guerra mondiale furono in molti coloro che con grande dignità e devozione alla Patria scelsero di salvare la libertà collettiva sacrificando quella individuale, come alcuni dei famosi fratelli Sardi. Tutti coloro che si sacrificarono sono perennemente ricordati da un monumento posto in piazza san Giacomo, davanti alle due chiese simbolo del paese, al posto di una fontana.
Durante la seconda guerra mondiale, laddove vi era la rinomata fonte, si insediò un Comitato partigiano che combattendo riusì nella fase finale della guerra a dare vita all'Autonomo governo dell'Alto Monferrato. Purtroppo durante gli anni '50, con il benessere generale e l'inizio della globalizzazione, Agliano cominciò a decadere: furono molto coloro che scelsero di trasferirsi in città, a Torino, come i miei nonni :-), lasciando il paese. Come i cittadini, anche i turisti cominciarono a scarseggiare sicchè alla fine degli anni '90 l'amministrazione decise di dare ad Agliano d'Asti la specifica "Terme". Il suo territorio è riconosciuto come Patrimonio Unesco, dal 2015, assieme alla produzione centenaria del noto vino Barbera che l'ha portato ad essere conosciuto in tutto il Mondo solo grazie all'impegno dei contadini che anno dopo anno, decennio dopo decennio, secolo dopo secolo hanno reso un vino iconema di noi stessi.

Agliano Terme




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